Legge di Bilancio 2023

FONDO PER L’INNOVAZIONE DELL’AGRICOLTURA, DELLA PESCA E DELL’ACQUACOLTURA

Nuove opportunità di incremento produttivo

In Gazzetta Ufficiale n. 240 del 13 ottobre 2023, è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell’Agricoltura del 9 agosto che regolamenta i criteri e le modalità di attuazione del Fondo previsto dalla legge di Bilancio 2023 allo scopo di «incentivare, rafforzare e incrementare le maggiori attività connesse all’elaborazione e al coordinamento delle linee della politica agricola, agroalimentare, forestale [e] per la pesca» (art.1, comma 438).
In riferimento a quest’ultimo settore, il comma 439 dell’articolo 1 ha disposto la dotazione finanziaria del Programma nazionale triennale della pesca e dell’acquacoltura 2022-2024 (già a valere sul decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali n. 677287 del 24 dicembre 2021). In più, il comma 440 dello stesso articolo ha incrementato il Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura – sancito dal d.lgs. 154 del 26 maggio 2004 – a sostegno delle imprese e delle famiglie colpite da calamità naturali.

Il nuovo decreto interviene a favore dello stanziamento di 75 milioni di euro per il triennio 2023-2024-2025. Risorse da destinare a sovvenzioni per le aziende attive nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura che investono nell’ammodernamento.

Coerentemente alla Legge di Bilancio, l’obiettivo è quello di promuovere la realizzazione e lo sviluppo di progetti di innovazione finalizzati all’incremento della produttività nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura.
Nello specifico il Fondo intende sostenere quelle iniziative che puntano in direzione di una ottimizzazione della gestione digitale delle imprese, attraverso il potenziamento delle tecnologie avanzate, con particolare attenzione «all’utilizzo di macchine, di soluzioni robotiche, di sensoristica e di piattaforme e infrastrutture 4.0 per il risparmio dell’acqua e la riduzione dell’impiego di sostanze chimiche».

I criteri del Fondo

La dotazione finanziaria prevista è da intendersi ripartita nei tre anni di riferimento, secondo le seguenti disposizioni:
• 10 milioni di euro per l’anno 2023,
• 30 milioni di euro per l’anno 2024,
• 35 milioni di euro per l’anno 2025.

Di tali sovvenzionamenti potranno beneficiare le PMI singole o associate, anche in forma di cooperative, afferenti ai settori agricolo e ittico, con sede operativa ubicata sul territorio nazionale attive da almeno due anni dalla data di presentazione della domanda, la cui scadenza è fissata al 1°dicembre 2023.
Per le imprese operanti nel settore della pesca e dell’acquacoltura, le agevolazioni prevedono l’applicazione per i massimali di aiuto delle norme fissate dal Regolamento (UE) n. 1388/2014 del 16 dicembre 2014 (cosiddetto regolamento Fiber), con un’intensità massima di aiuto pari al 50% dei costi ammissibili.
Sempre in riferimento agli investimenti per la pesca e l’acquacoltura, vengono inoltre applicate le normative sancite dal Regolamento (UE) n. 2473/2022 del 14 dicembre 2022 per quanto concerne le spese ammissibili.
Tra queste rientrano:
• attrezzature di bordo volte alla riduzione dell’emissione di sostanze inquinanti o gas a effetto serra nonché ad aumentare l’efficienza energetica dei pescherecci;
• attrezzi da pesca innovativi e selettivi;
• strumenti e attrezzature innovative di bordo che migliorano la qualità dei prodotti della pesca;
• macchinari, strumenti e attrezzature per l’acquacoltura utili alla riduzione dell’impatto negativo o l’accentuazione degli effetti positivi sull’ambiente.

L’approccio ecosistemico

Nell’ambito della Legge di Bilancio, in merito alle attività di acquacoltura, si intendono finanziabili anche quei sistemi rivolti a ridurre l’impatto delle imprese sull’utilizzo dell’acqua, in termini sia di quantità sia di qualità, con la riduzione di sostanze chimiche e/o medicinali. In più, è raccomandato il ricorso al modello di acquacoltura multitrofica ovvero a quei sistemi a vantaggio dell’efficienza energetica e dell’utilizzo delle fonti rinnovabili.

Si conferma così la volontà di implementare l’approccio ecosistemico dell’acquacoltura, coniugando la produttività con la sostenibilità.

 

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