Il ritorno all’ora solare: cambio orario nel weekend

Il cambio orario… ci risiamo.

Il weekend dello spostamento delle lancette… per chi ancora le usa

La notte tra il 28 e 29 ottobre, i nostri smartphone, orologi digitali, computer, televisori, ed elettrodomestici registreranno magicamente un’ora in più. Per i tradizionali orologi da polso, parete o scrivania, ricordatevi di spostare le lancette un’ora indietro.

Un’ora in più, lancette indietro, più sonno ma meno luce… capita di fare confusione, eppure è un processo che svolgiamo da tutta la vita, due volte all’anno.

Ricapitolando… L’ora solare è l’orario che si adotta nel periodo autunno – inverno e prevede lo spostamento delle lancette un’ora indietro. L’Italia adotta l’ora solare dall’ultima domenica di ottobre all’ultima domenica di marzo. Mentre, l’ora legale è l’orario che si adotta nel periodo primavera – estate e prevede lo spostamento delle lancette un’ora avanti. L’Italia adotta l’ora legale dall’ultima domenica di marzo all’ultima domenica di ottobre.

Pronti a dormire un’ora in più, ma non è l’unica cosa che conta.

Per alcuni il ritorno all’ora solare potrebbe essere una cosa positiva, per altri negativa. Ma, al di là delle personali sensazioni, il cambio orario è un dibattito ancora acceso sul piano scientifico. Le liste di pro e contro fanno scegliere all’Europa… di non scegliere.

Nel marzo 2019 la Commissione Europea ha votato, con favorevole risultato, per l’abolizione del cambio dell’ora, lasciando liberi gli Stati membri di scegliere quello più consono alle abitudini e necessità sociali ed economiche del proprio Paese. In pratica, per quanto fu stabilito, entro la fine del 2021, ogni Stato avrebbe dovuto scegliere il proprio sistema d’orario e mantenerlo in modo permanente.

Chiaramente le cose non sono andate così, perché le nostre lancette, piaccia o meno, andranno ancora una volta spostate un’ora indietro questo weekend.

Ora legale o ora solare?

La SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale) spinge per l’adozione dell’ora legale tutto l’anno per consentire un risparmio energetico stimato di oltre 200 milioni di euro, che si otterrebbe conservando un’ora di luce naturale nella fascia serale.

Il mantenimento dell’ora legale ridurrebbe anche l’inquinamento ambientale e favorirebbe la socialità di tutti, adulti e bambini.

Dunque, i vantaggi dell’ora legale sono di natura energetica, ambientale ed economica, tutti correlati tra loro. C’è un risparmio di elettricità, quindi di energia, una conseguente riduzione delle emissioni di carbonio, e un risparmio sulle bollette.

Tuttavia, uno dei principali svantaggi dell’ora legale è legato al ritmo circadiano, ossia il ritmo fisiologico dell’essere umano “intorno al giorno”. L’alterazione del ciclo sonno-veglia porta con sé uno scombussolamento che, da recenti studi, sembra influire sulla nostra salute con l’aumento del rischio di infarto e di suicidio.

Gli svantaggi dell’ora legale permanente sono sottolineati dalla SIE (Società Italiana di Endocrinologia), che sulla base dell’esperienza statunitense, attesta che non tornare indietro con le lancette a fine ottobre porterebbe con sé dei rischi di salute attribuibili alla diminuzione delle ore di sonno causate dalle mattine più buie e le sere più luminose.

Per molti esperti, bisognerebbe scegliere un orario fisso compatibile con il bioritmo naturale, meglio consentito dall’ora solare che permette all’essere umano di sintetizzare, nelle ore buie serali, melatonina a sufficienza per il sonno notturno.

Le ripercussioni del cambio orario sul mondo dei lavoratori

Gli svantaggi dell’ora legale sembrano essere, per lo più, di natura psico-fisica e di conseguenza anche lavorativa, con una riduzione dello stato di vigilanza e di concentrazione, affaticamento cronico e tutte le conseguenti ripercussioni.

Quando con l’ora legale ci allontaniamo dal ritmo circadiano, le ore mancate di sonno, che si traducono in deprivazioni minori di sonno cumulatesi, deprivazioni acute, e perdita parziale cronica, significano meno capacità di concentrazione e di conseguenza minor produttività a lavoro.

Risentono, in particolar modo, del cambio orario, tutti i lavoratori che svolgono attività nelle ore notturne, lavoro a turni, mansioni a elevata responsabilità sull’incolumità di terzi. Per queste categorie, l’adattamento del loro ritmo circadiano risulta ancora più difficile.

Molti studi, condotti maggiormente negli Stati Uniti, hanno rilevato un numero di infortuni segnalati nel luogo di lavoro quasi quadruplicato rispetto alla norma.

Una diminuzione positiva, durante l’adozione dell’ora legale, è il numero di incidenti stradali. Infatti sembrerebbe che le ore di luce favoriscano gli automobilisti nell’andare o rientrare dal lavoro in maniera indenne.

Solare o legale… il problema è il cambio

A causare i maggiori danni è il periodo di transizione qualunque esso sia: nella prima settimana o anche solo nel primo giorno del nuovo sistema d’orario vengono registrati più incidenti, più attacchi di cuore e più suicidi. Per cui, il cambio orario non ha impatto solo economico ed ambientale ma anche, notevolmente, sul benessere psicofisico.

Dai dibattiti e le votazioni Europee di ormai circa 4 anni fa, ancora nulla è cambiato, tranne l’orario, che continua a cambiare due volte all’anno.

 

 

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